- Il progetto
- Vedere la piazza
- La costruzione
- L’esperienza del luogo

Il progetto
Archivio MAO

Vista del complesso da Plečnikov trg.
Il concorso del 1959 chiedeva ai professionisti invitati di riprogettare l’area del giardino del Convento delle monache Orsoline. La proposta vincitrice di Edvard Ravnikar prevedeva uno spazio vuoto, caratterizzato dalla presenza di due torri prismatiche triangolari di venti piani, che avrebbero ospitato le istituzioni. Mediante un’operazione di demolizione selettiva di una porzione del convento, si è creato a est un sistema di piazze minori verso la città storica che introducono all’esperienza del luogo.

Il progetto
Archivio MAO

Il parallelepipedo dell’edificio commerciale Emona collega e delimita l’area del cortile dell’ex monastero (oggi piazza Plečnik) e la piattaforma di piazza della Rivoluzione. L’edificio è in grado di relazionarsi con entrambi i vuoti, sia con la piazza preottocentesca, sia con quella moderna. Il passaggio tra le due è rappresentato da un sottopassaggio, che unisce i due spazi, senza intaccarne le rispettive integrità.

Vedere la piazza
Archivio MAO

Dopo il lungo processo di costruzione, Ravnikar pubblica nel 1974 il progetto della piazza. Il testo e i disegni sono accompagnati da 32 fotografie scattate dall’autore, corredate dalle relative didascalie, che descrivono l’intervento a partire dal suo rapporto plastico con il contesto – territoriale e urbano – per poi proseguire, con continui salti di scala, fino alla significazione dei dettagli.

Vedere la piazza
Archivio MAO

Le immagini di archivio mostrano come gli elementi alti della piazza siano stati continuamente verificati dal punto di vista percettivo, valutando il loro impatto visivo dai punti notevoli della città.

Vedere la piazza
Archivio MAO

Ogni elemento del progetto viene inserito nel paesaggio urbano, e le sequenze visuali che si susseguono nel percorso di avvicinamento alla piazza sono studiate meticolosamente dall’architetto.

La costruzione
Archivio MAO

Gli edifici alti sono costruiti secondo uno schema strutturale che prevede un nucleo portante centrale, solai a sbalzo e facciate libere, rivestite in sottili lastre di marmo di Pohorje. Nel trattamento delle facciate appese, Ravnikar declina il tema del brise soleil: in ragione della forma triangolare dei prismi, le torri appaiono come degli elementi mutevoli.

La costruzione
Archivio MAO

L’edificio Emona, al pari delle torri, presenta una struttura portante centrale. Questo consente la realizzazione di un piano terra arretrato e trasparente che ben si presta alla funzione commerciale, con un passaggio che invita chi proviene dal centro storico a scoprire piazza della Rivoluzione secondo una prospettiva non frontale e ricca di dettagli espressivi.

L’esperienza del luogo
Archivio MAO

La prospettiva non frontale che si offre a chi proviene dal centro storico sottolinea il fatto che le torri sono due elementi simili ma non identici, negandone definitivamente la simmetria. Seppure in un luogo fortemente rappresentativo, si introduce un concetto di monumentalità che supera la composizione assiale e monofocale in favore di una più complessa dialettica tra gli elementi e con il contesto.

L’esperienza del luogo
Archivio MAO, photo: Damjan Gale

Ravnikar costruisce un nuovo orizzonte verso la città storica, da cui emergono solo alcuni episodi notevoli. Il castello e le cupole delle chiese entrano così a fare parte del paesaggio della piazza.

L’esperienza del luogo
Archivio MAO

La nuova topografia della piazza è un ambiente sociale unico e attraversabile, su più livelli. Tutti i suoi fronti sono accessibili superando dei lievi salti di quota. Scale, rampe e piccoli passaggi guidano il movimento attraverso lo spazio e una galleria urbana, luogo di vita metropolitana a misura d’uomo, accompagna al livello ipogeo l’andamento dell’edificio Emona.